LE QUATTRO STAGIONI

con Gianfilippo Grasso, Massimiliano Felice, Sonia Viviani

scene, costumi di Luca Memè

musiche originali Enzo Scanu

testo e regia Sonia Viviani

Produzione Artistidea

 

TRAMA: “ Giocheremo ad un gioco a cui non hai mai giocato… vivremo un anno in un solo giorno”… Con questa frase inizia il fantastico viaggio all’interno delle quattro stagioni, viaggio guidato e vissuto dal pubblico insieme ad un particolare Spaventapasseri. Nel corso dell’azione teatrale si verificheranno una serie di eventi, a volte involontari, che porteranno alla sistematica distruzione dell’ambiente naturale. “Grazie” agli “errori” di alcuni personaggi della storia, gli spettatori vengono indotti a modificare i loro probabili atteggiamenti dannosi. Guida continua ed assai divertente, nel processo di modifica, è il personaggio dello spaventapasseri, che nella nostra storia prende “vita” non soltanto con l’ambiente che lo circonda e che conosce molto bene , ma anche agli occhi dei bambini. Gli unici che possono “vedere” quello che alla maggior parte degli adulti sfugge! Chi meglio dello spaventapasseri potrà farci entrare in quel mondo prezioso e armonioso che è la NATURA? Un mondo dove l’equilibrio è spezzato troppo spesso dall’intervento umano.Il tutto in una girandola di colori, musica, canzoni inedite, situazioni esilaranti e qualche entusiasmante effetto speciale, per dare un tocco di … poesia.

TECNICA: teatro d’attore ETA': 3 /9 anni

TEMI DELLO SPETTACOLO

IL CORPO E IL MOVIMENTO- Attraverso le animazioni, quindi movimento gioco, i bambini matureranno competenze motorie, affettive, interrelazionali. Un mezzo per interiorizzare lo spazio, il tempo, la natura gli altri.

Trasformarsi in semi- il lavoro del seme per arrivare a trasformarsi in pianta.

Cambio stagionale- Trasformarsi in una montagna coperta dal ghiaccio per capire “sentire” cosa avviene nel cambio stagionale. Il ghiaccio si scioglie e diventa un ruscello, il ruscello entra nel fiume L’acqua del fiume si trasforma in vapore, il vapore si trasforma in nuvola, la nuvola si trasforma in pioggia, la pioggia torna sulla terra e nutre le piante, le piante trasformano l’aria cattiva in aria buona. L’aria che ci permette di vivere.

 

SVILUPPO DELLE COMPETENZE- Attraverso situazioni da risolvere, il bambino verrà chiamato a creare un rapporto solidale con sé e con gli altri e l’ambiente.

Fin dalla prima scena i bambini aiuteranno Lillo, il bambino protagonista della storia che fino ad allora ha sempre vissuto in città, ad inserirsi e conoscere quel “nuovo mondo”.          

 

ALIMENTAZIONE,SALUTE E NATURA- la protezione della natura come fonte di salute; quindi l’inquinamento nemico della salute. L’intossicazione dai cibi trattati chimicamente.

 

Lillo, credendo di far bene, cerca di nutrire e proteggere le sue piante con prodotti chimici.

Saranno le stesse piante a dirgli che al posto del fertilizzante, preferiscono la cacca di mucche, galline, e che agli insetti nocivi che le infestano, ci pensano gli uccelli. Così gli uccelli hanno cibo in abbondanza e gli esseri umani hanno frutti sono sani. “ In natura nulla va perduto, ciò che butta via uno è usato dall’altro, è un ciclo naturale... la natura ha già tutto ciò che le occorre!”

NOI E LO SPAZIO- Spazio inteso come territorio, dove bisogna rispettare le giuste regole per vivere insieme nel rispetto reciproco.

 

Attraverso gli errori di Ivano, un gitante occasionale che decide di passare il ferragosto in campagna a contatto con la natura, viene mostrato un comportamento che può portare alla distruzione dell’ambiente: sporcare, strappare rami, accendere un fuoco e non spegnerlo bene.I bambini, aiutandolo a correggere gli errori, saranno indotti a modificare i loro probabili atteggiamenti dannosi.

STORIA DELLO SPAURACCHIO

C’era una volta lo spaventapasseri fatto con vestiti imbottiti di paglia e piantato in mezzo al campo, con un bastone imbracciato come un fucile e veniva chiamato lo “Spauracchio”.

Il suo antenato si chiamava Mutunus Tutunus, ed era il Dio dell’agricoltura, che gli antichi abitanti dell’Italia, mettevano in campagna perché facessero crescere bene il grano. Tra i Romani, più tardi, questa divinità fu chiamata Priapo e difendeva le coltivazioni anche dai ladri. Con l’arrivo del Cristianesimo e poi nel MedioEvo, la sua funzione venne presa da croci piantate ai bordi dei campi, magari “ rivestite” come fossero uomini finti.

Oggi anche il guardiano delle sementi si è “aggiornato” e ha imparato ad usare i rifiuti della società. Così, ecco spuntare in prati e frutteti, pupazzi con un vecchio televisore invece della testa, oppure, ometti che al posto degli occhi hanno luccicanti Compact disc, o ancora manichini buttati via da qualche negozio e riciclati come spauracchi. A Trento, per esempio, sono esposti una specie di alto Totem, fatto di barattoli dipinti e un’originalissima sagoma tutta vestita da vecchi telai per diapositive…Poi c’è la categoria dei giocattoli. Bambolotti di celluloide, fantocci di peluche, mostri vari e persino astronauti.

Infine ci sono gli spaventapasseri che non hanno figura umana. Una volta si usavano sagome di grandi uccelli rapaci oppure banderuole rumorose, mentre oggi i più comuni sono quelli di plastica rossa e bianca che si scorgono nei cantieri e che vengono avvolti tra i filari degli alberi, affinchè il loro continuo muoversi al vento, impaurisca i predatori.

Ma si possono usare sacchetti da supermarket che si gonfiano d’aria, bottiglie di plastica appese, strisce di alluminio svolazzanti. Squallido? Beh, i contadini si arrangiano come possono, pur di allontanare i merli e le cornacchie dai loro preziosi raccolti. Ma certo, nonostante gli sforzi di fantasia, non sempre riescono a sostituire degnamente il vecchio, caro, simpatico spaventapasseri di paglia e stracci.

 

CURIOSITA’

Sentinelle della NASA

Nella primavera del 1995 alla Nasa avevano un problema, una colonia di fastidiosi picchi beccava i fili elettrici dello Shuttle! Come fare a proteggere la preziosa navetta spaziale? Semplice! Con sei spaventapasseri di gomma….Ormai in America gli spauracchi li fanno in serie, gonfiabili e tutti uguali e li vendono nei supermercati. In Olanda, invece hanno due eliche da mulino al posto delle mani. In Spagna, portano la testa di un toro. In Francia se ne trovano persino in bicicletta. Da noi, ogni estate, si organizzano le “feste degli spaventapasseri”, ce ne sono a Pavia e Savona e per l’occasione si costruiscono fantocci e pupazzi di ogni forma e statura.

In altre nazioni più povere, invece, nei giorni che precedono il racconto, si pagano degli operai perché camminino avanti e indietro nei campi, suonando sonagli e tamburi, così da spaventare gli uccelli voraci. In Italia, fino all’inizio del secolo questo era un compito riservato ai bambini e ragazzi, che percorrevano i terreni coltivati, agitando una rumorosissima raganella di legno. In altre zone, invece, si costruisce una torre rialzata sulla quale si sistemano delle “sentinelle” che, appena avvistano un animale predatore, cercano di allontanarlo, facendo chiasso.

 

FANTASMI D’AUTORE

Ha le braccia larghe, il cappello di paglia e, in genere, sta ritto su un piede solo. E’ lo Spaventapasseri.L’avete mai incontrato? Oggi non è facile come una volta, per proteggere i semi piantati nei solchi, i contadini preferiscono infatti, altri mezzi più moderni. Come cannoncini scaccia volatili, i raggi laser che disorientano gli uccelli, oppure una serie di altoparlanti che trasmettono il richiamo dei falchi predatori.

Però un famoso fotografo, Flavio Faganello, ha inseguito per vent’anni e dappertutto gli “Spauracchi” ed ha scattato ben 7mila clic. Non solo, ha anche raccolto 50 di quei pupazzi e adesso li espone ( insieme a molte foto) nel Museo Tridentino di Scienze Naturali, sotto il titolo “Spaventapasseri-fantasmi d’autore).

E’ un occasione per riscoprire un personaggio che una volta era molto popolare e che oggi ha cercato di riciclarsi per non farsi uccidere da una civiltà ormai non più contadina

 

TECNICA: teatro d’attore

ETA':        3 /9 anni

DURATA:   70 minuti  

SCHEDA TECNICA

Palco: dimensioni minime mt 7(larghezza) x mt 6 (profondità)

Quadratura in nero

Carico elettrico: minimo Kw 10,ottimale Kw 15, 380V trifase+ neutro

IMPIANTO AUDIO:

–mixer audio- lettore CD- 2 casse amplificate-2 casse monitor

IMPIANTO LUCI –dimmer- mixer luci 12 CH -15 fari - totale Kw 20

Elettricista del teatro – scala puntamenti

- presa di corrente sul palco

TEMPO DI ALLESTIMENTO 4 ore- SMONTAGGIO 2 ORE.

LE QUATTRO STAGIONI CODICE   835241A (AU) Sonia Viviani

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