La Stanza di Aracne

La stanza di Aracne

di Vittorio Continelli e Luana Giacovelli

 con Sonia Viviani e Linda Di Pietro

Musiche Originali Gianluca Misiti-

Tecnico Dante Renzetti - Costumi Artistidea – Elementi Scenici Emanuela Zappacosta    

Regia Vittorio Continelli

Co-produzione Artistidea -Artinmovimento

con il sostegno residenza teatrale del teatro Villa Panphily - Teatro di Roma

Le donne parlano. Parlano tra loro, anche quando sembra impossibile farlo, anche quando il mondo intorno cerca di ridurle al silenzio, le donne trovano la forza per confrontarsi e raccontare i propri segreti.

In una bottega tessile della Grecia antica sta una ragazza, si chiama Aracne. Aracne è una tessitrice dotata di raro talento. È famosa non per essere figlia di un re o per essere stata amata da un dio, è famosa perché è brava in quel che fa, è la più brava.

Da lei ogni giorno decine di donne si incontrano, ne osservano il lavoro, si congratulano e imparano a conoscersi, a parlare e svelare segreti che le riguardano.

Il mondo in cui vivono è un modo dominato dagli dèi maschi, dal loro arbitrio, dalla loro violenza. Aracne tesse e ascolta, le donne chiacchierano ed esaltano la maestria della ragazza. Finché qualcuno non insinua che quell’abilità non sia frutto di insegnamenti divini, che sicuramente, a insegnarle a tessere così bene sia stata addirittura Atena in persona, la dea della ragione e della tessitura.

Aracne rifiuta questo accostamento, lei non ha mai avuto a che fare con gli dèi, tutto quel che sa, tutto quel che fa è frutto di lavoro e fatica. Se la dea si presentasse al suo cospetto Aracne la sfiderebbe.

E la dea arriva, la dea si presenta nella bottega. Il potere ha sempre bisogno di affermarsi per essere tale.

La sfida che nasce tra Aracne e Atena vede trionfare la giovane tessitrice sulla dea.

Ma non è soltanto una questione di bellezza, l’arazzo prodotto da Aracne non è solo frutto di talento, quell’arazzo a forma di spirale contiene anche la memoria delle donne di Grecia, Aracne imprime nella tessitura le storie che ha ascoltato nella sua bottega: storie di violenza, di abuso di un potere cieco (quello degli dèi e degli uomini) nei confronti delle donne del Mediterraneo ridotte al silenzio. Aracne sfida Atena, sfida gli dèi, sfida un potere che da sempre vorrebbe le donne mute e operose.

 

Prendendo in prestito una traccia che arriva dalla mitologia classica, due attrici che impersonano la tessitrice e la dea si confrontano in un dialogo, mettono in scena i rapporti di forza e di potere in campo, nonché storie di abusi perpetrati da uomini e dèi sulle donne dalla notte dei tempi. Sin dall’antichità qualcuno ha cercato di raccontare una storia diversa da quella imposta dai vincitori. In questo caso è il coraggio di una ragazza che sfida gli dèi a restituirci verità che conosciamo da sempre e che da sempre il potere cerca di tacere.

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